separazione e divorzi

Separazione e Divorzio

La separazione ed il divorzio coinvolgono gli interessi dei coniugi e soprattutto il futuro dei figli. Per questo è bene affrontare questa scelta con piena consapevolezza.

Il diritto di ottenere la separazione e interrompere la convivenza spetta ad entrambi i coniugi, a prescindere dalla colpa dell’uno o dell’altra, quando per fatti obbiettivi, la convivenza sia divenuta intollerabile, poiché una convivenza intollerabile costituisce un limite all’esplicazione della personalità di uno dei coniugi, in quella società naturale costituita dalla famiglia.

AvvocatoLecce.com mette a disposizione del cliente tutta la propria esperienza  al fine di di risolvere le situazioni di crisi familiari senza inutili contrasti,  per giungere possibilmente ad una separazione consensuale, evitando i problemi e lo stress di un procedimento giudiziale.

Con la separazione i coniugi non pongono fine al rapporto matrimoniale, ma ne sospendono gli effetti in attesa di una riconciliazione o di un provvedimento di divorzio.

La separazione, quindi, è una situazione temporanea che però incide sui diritti e i doveri che nascono con il matrimonio. Infatti, intervenuta la separazione, marito e moglie mantengono la qualità di coniugi, ma vengono meno i doveri di coabitazione e di fedeltà che discendono dal matrimonio e rimane a carico di ciascun coniuge l’obbligo di mantenere, educare e istruire i figli e l’obbligo di assistenza materiale verso il coniuge economicamente più debole.

La separazione può essere: – legale: si ha nel momento in cui si chiede l’intervento di un giudice (oppure si ricorre alla negoziazione assistita da avvocato o alla dichiarazione di fronte al Sindaco) e può essere consensuale o giudiziale; – di fatto: non comporta l’intervento di un giudice.

Via libera al divorzio facile.

Il Parlamento ha approvato definitivamente il decreto legge 132/2014 per la riforma del processo civile che mira a portare fuori dai tribunali diverse procedure, tra cui quelle per i coniugi in crisi.

La Legge 10 novembre 2014 n. 162, che ha convertito il Decreto Legge n. 132/2014 recante “misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile” ha introdotto nel nostro ordinamento nuove regole applicabili alla separazione e al divorzio.

Le nuove norme, da utilizzarsi nei soli casi di separazione consensuale, di divorzio in forma congiunta e di modifica concordata delle condizioni di separazione e di divorzio, prevedono la possibilità di ricorrere a due nuove procedure: quella di negoziazione assistita da avvocati e quella innanzi al Sindaco (Ufficiale di Stato Civile).

 

Lo studio assiste i clienti nei casi di:

  • Separazione e Divorzio con negoziazione assistita, per consentire di separarsi o di divorziare dal coniuge senza dover ricorrere al tribunale;
  • Separazione e Divorzio tramite il Sindaco, per concludere la procedura in modo semplice veloce e snello.

Tuttavia,nei casi in cui non sia possibile raggiungere un accordo, lo Studio fornisce un’assistenza completa nel giudizio di separazione giudiziale o di divorzio.
Grazie alle ultime riforme, la coppia che consensualmente vuole separarsi o divorziare non dovrà più necessariamente rivolgersi al giudice, ma avrà la possibilità di scegliere tre strade.
Avvocatolecce.com offre, tra l’altro, la possibilità di presentare un ricorso congiunto al Tribunale, ottenere l’omologa della separazione,la sentenza che pronuncia lo scioglimento del matrimonio o la cessazione dei suoi effetti civili.


Ma quando è possibile divorziare in italia?

La procedura di divorzio in Italia può essere avviata in sei casi distinti:
Dopo 3 anni dall’omologa della separazione consensuale.
Dopo 3 anni dalla sentenza definitiva di separazione giudiziale (con sentenza definitiva si intende che la sentenza è passata in giudicato, cioè non è più impugnabile).
Se l’altro coniuge è stato condannato con sentenza definitiva all’ergastolo o ad una pena superiore a 15 anni, oppure a qualsiasi pena detentiva per incesto o per delitti contro la libertà sessuale, per induzione o sfruttamento della prostituzione; per omicidio volontario di un figlio o per tentato omicidio del coniuge o di un figlio; per lesioni aggravate, violazione degli obblighi di assistenza familiare, maltrattamenti, circonvenzione d’incapace ai danni del coniuge o di un figlio.
Se l’altro coniuge, cittadino straniero, ha ottenuto all’estero l’annullamento o lo scioglimento del matrimonio o ha contratto all’estero un nuovo matrimonio.
Se il matrimonio non è stato consumato.
Se è passata in giudicato la sentenza con cui l’altro coniuge ha cambiato sesso.

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