Cassazione, 18214/015 – Locazione in nero, se il contratto registrato prevede un canone inferiore, non sono dovute ulteriori somme

5/11/16 | Categorie Sentenze Cassazione | 0 Commenti

Nel caso in cui il contratto di locazione sia stato scritto e registrato ma riporti un prezzo inferiore, a titolo di canoni, rispetto ad un eventuale secondo accordo stipulato sottobanco (che contenga, invece, la previsione di un canone in nero più elevato), il padrone di casa non potrà agire nei confronti dell’inquilino, per ottenere i maggiori importi concordati, in quanto tale secondo accordo è nullo e, quindi, mancherebbe un valido titolo da portare a fondamento della propria pretesa.

Viceversa, l’inquilino potrà richiedere la restituzione di tutte le maggiori somme già versate: e ciò perché, a detta della Cassazione, la nullità del contratto non registrato vale solo per il conduttore e non per il locatore.

Come stabilito dalla Suprema Corte, ove il contratto di locazione sia stato registrato, ma contestualmente ad esso o successivamente sia stato concordato un corrispettivo superiore rispetto a quello “ufficiale”, il patto sottobanco è nullo per il locatore ma valido per il locatario.

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