Cassazione, 11816/2016 – Condotta dolosa del portiere al di fuori delle mansioni affidate

12/08/16 | Categorie Condominio | 0 Commenti

La Corte di Cassazione prende posizione nell’ipotesi in cui un sottoposto (nella specie un portiere dello stabile) ponga in essere una condotta dolosa estranea ai compiti affidati , soffermandosi in maniera puntuale sull’esatta latitudine applicativa dell’art. 2049 c.c. in rapporto alla disciplina del condominio.

È questo il principio di diritto espresso dalla Suprema Corte nella sentenza in esame, nella quale viene affrontato e risolto il tema dell’esatta delimitazione dell’ambito di applicazione dell’art. 2049 c.c. in caso di condotta dolosa del sottoposto del tutto avulsa dalle mansioni affidate o legittimamente attese.

Nel caso sottoposto all’attenzione degli Ermellini, un portinaio, a seguito di un litigio, aveva colpito con un pugno un condomino nell’appartamento ove stava operando – per riparare le tubature rotte – cagionando a quest’ultimo la perdita della vista.

La responsabilità del preponente ai sensi dell’ 2049 c.c. sorge per il solo fatto che il comportamento illecito del preposto sia stato agevolato o reso possibile dalle incombenze a lui demandate dal preponente, purché però il primo non abbia agito per finalità o scopi esclusivamente personali e del tutto avulsi dalle incombenze o da quello che è legittimo attendersi da lui e così al di fuori dell’ambito dell’incarico affidatogli, venendo meno in tal caso il nesso di occasionalità necessaria tra le prime ed il fatto illecito del preposto ed il danno.

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